Basta santificare Ancelotti
Un articolo critica il modo in cui si descrive la presenza di Ancelotti come allenatore della nazionale brasiliana, sottolineando una visione limitata e provinciale. Si evidenzia che, indipendentemente dai risultati, si dà per scontato un esito già deciso. La narrazione appare condizionata da pregiudizi, senza considerare le variabili reali o le possibilità di sviluppo. La critica mette in discussione l’oggettività delle analisi e il modo in cui si racconta questa scelta.
Houston, 29 giugno 2026 – C’è qualcosa di profondamente provinciale nel modo in cui stiamo raccontando Carlo Ancelotti alla guida del Brasile. Qualunque cosa accada, la conclusione sembra giĂ scritta. Se il Brasile fatica, Ancelotti sta “gestendo”. Se il Brasile soffre, Ancelotti sta “studiando”. Se il Brasile vince al 95’, Ancelotti ha “letto la partita”. Se il Brasile passa il turno dopo aver rischiato grosso contro il Giappone, ecco pronto l’incenso: il maestro, il padre, il saggio, l’uomo che non sbaglia mai. Ora: Ancelotti è un grandissimo allenatore. Lo dicono la storia, le coppe, gli spogliatoi attraversati senza farsi bruciare. Non serve diminuirlo per raccontare la realtĂ . 🔗 Leggi su Ilfaroonline.it
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