Alunna bocciata per il voto in condotta i giudici dicono che la scuola ha fatto bene | Avevano avvertito la famiglia in più occasioni
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di una famiglia contro la bocciatura di una studentessa di prima media a causa del voto in condotta. I giudici hanno confermato che il voto di cinque decimi, accompagnato da numerose annotazioni condivise con la madre, giustifica la decisione della scuola. La scuola aveva anche inviato più avvisi alla famiglia in precedenza. La certificazione medica presentata solo a giugno non ha modificato la valutazione.
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della famiglia di una studentessa di prima media. Per i giudici, il voto di comportamento pari a cinque decimi, supportato da un ampio fascicolo di annotazioni condivise con la madre, rende legittima la decisione del Consiglio di classe, anche a fronte di una certificazione medica arrivata solo a giugno. La vicenda è approdata in aula, è stata discussa, ed ora ha un verdetto definitivo. Una studentessa di scuola secondaria di primo grado non sarà ammessa alla classe successiva, e il Consiglio di Stato ha dato ragione alla scuola. La decisione, contenuta nella sentenza n.49552026, resa nota lo scorso 22 giugno, conferma quanto già stabilito dal Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto. 🔗 Leggi su Orizzontescuola.it
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