Il destino dell’Iraq si decide anche a Teheran
Un testimone ha raccontato di essere stato fermato nel 2006 a un posto di blocco a Baghdad da un miliziano che gli ha chiesto se fosse sunnita o sciita. La scena si inserisce in un contesto di tensioni settarie crescenti. La sua testimonianza evidenzia come le divisioni religiose abbiano influito sulla vita quotidiana e sulla sicurezza nel paese in quel periodo. La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di conflitti interni che coinvolgono anche le relazioni con l’Iran.
“A Baghdad, nel 2006, sono fermato a un posto di blocco improvvisato da un miliziano che mi chiede se sono sunnita o sciita. Quella scena segna una presa di coscienza: l’Iraq non è solo occupato dagli Stati Uniti, ma è già sotto l’influenza iraniana”, racconta il giornalista francese di origine irachena Feurat Alani nel video animato realizzato con il disegnatore Ulysse Gry. Dopo il ritiro delle truppe statunitensi nel 2011, spiega Alani, Teheran ha cominciato a influenzare sempre di più la politica del paese vicino, a maggioranza sciita, attraverso partiti, reti religiose e soprattutto milizie armate. Oggi, con il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele forse a una svolta, gli iracheni si chiedono quanto peserà il potere iraniano sul loro futuro e sulla loro possibilità di non di essere ostaggio delle rivalità regionali. 🔗 Leggi su Internazionale.it

50,000 US troops prepared for a strike on Iran; special forces will enter Tehran
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