Nel 1967 il secondo atto della Nakba le testimonianze dei soldati dell’IDF
Nel 1967, alcuni soldati dell’IDF hanno riferito che durante le operazioni militari, non si faceva distinzione tra civili e combattenti e che le vite umane erano considerate irrilevanti. I soldati hanno dichiarato di aver ricevuto incoraggiamenti a uccidere e hanno affermato di aver perso la loro umanità nel corso delle azioni. Le testimonianze si riferiscono alla fase nota come seconda Nakba.
“Le vite umane, di donne, bambini e uomini senza distinzione alcuna, non avevano importanza. Potevi uccidere, anzi: ti incoraggiavano a farlo. Abbiamo finito per uccidere anche la nostra umanità ”. Sono le parole di un soldato israeliano che ha “servito” a Gaza. Ma non nell’attuale genocidio in corso, nella guerra del 1967, la cosiddetta Guerra dei sei giorni. Ce ne sono tantissime, tutte cruente allo stesso modo. Duecento ore di registrazioni in parte raccolte nel libro The Seventh Day: Soldiers’ Talk about the Six-Day War, curato da Avraham Shapira. Il libro è stato pubblicato nel 1970, eppure il suo contenuto non ha mai trovato spazio nella coscienza nazionale israeliana. 🔗 Leggi su It.insideover.com

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