Così la Cassazione inguaia lo Stato sui risarcimenti per i migranti trattenuti nei Cpr
La Cassazione ha stabilito che i migranti trattenuti nei Centri di permanenza per i rimpatri possono richiedere un risarcimento per la privazione della libertà anche se non hanno impugnato in Cassazione il prolungamento del trattenimento. La sentenza riguarda i casi di privazione della libertà legata a provvedimenti di proroga, che possono essere contestati successivamente, senza che sia necessario aver già impugnato l’atto in sede giudiziaria.
I migranti irregolari trattenuti in attesa dell’espulsione possono chiedere il risarcimento del danno per illegittima privazione della libertà personale anche senza aver impugnato in Cassazione il provvedimento di proroga del trattenimento. Questo, come si legge sul Secolo d’Italia, è quanto emerge da una sentenza della Suprema Corte che si è espressa sul caso di un ghanese che aveva chiesto di essere risarcito per essere stato trattenuto a seguito di due proroghe disposte, secondo lui, in violazione del contraddittorio. Secondo la difesa istituzionale, il danneggiato avrebbe dovuto prima impugnare e far annullare quei decreti di proroga, ma... 🔗 Leggi su Ilgiornale.it
Segui gli aggiornamenti su Migranti.

Notizie e thread social correlati
Immigrazione, la sentenza della Cassazione che può costare milioni allo Stato: risarcimenti per i trattenuti nei CprLa Cassazione ha emesso una sentenza il 9 giugno 2026 che riguarda i risarcimenti per le persone trattenute nei Centri di permanenza per il rimpatrio.
Sui risarcimenti agli stranieri nei Cpr la Cassazione prende una cantonataLa Cassazione ha stabilito che un ex trattenuto nei Cpr può ricevere un risarcimento solo se ha presentato ricorso contro la decisione di...