Francesca Cavallo | La Chiesa non me lo permette ma io sono credente e ho voluto sposare la donna che amo con rito religioso Siamo lesbiche ma nessuno può impedirci di pregare al nostro matrimonio
Una donna ha dichiarato di aver voluto sposare la compagna con rito religioso, nonostante la Chiesa non lo permetta. Ha affermato di essere credente e di aver deciso comunque di celebrare il matrimonio con la partner, entrambe lesbiche. La sua testimonianza è stata pubblicata su una rivista e si riferisce a un percorso iniziato quattro anni prima, culminato con la celebrazione di un matrimonio religioso queer.
Questo articolo di Francesca Cavallo è pubblicato sul numero 26-27 di Vanity Fair in edicola fino al 30 giugno 2026. Quel pomeriggio non lo sapevo, ma quello sguardo, quel gesto erano l’inizio di un percorso che, quattro anni dopo, ci avrebbe portato a celebrare il nostro matrimonio religioso queer. Lo chiamo «matrimonio», anche se per la Repubblica italiana è un’unione civile, e per il Vaticano non è niente perché, per me, il momento rituale della fondazione di una nuova famiglia non è catturato da nessun’altra parola. Prima di incontrare Marlen, non avevo mai pensato che un giorno mi sarei sposata. Ho scoperto di essere lesbica a 23 anni. Prima di quell’età ero stata troppo giovane per pensarci e dopo avevo semplicemente dato per scontato che le persone Lgbtq+ fossero tagliate fuori da quell’esperienza. 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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