Fiumi a secco in Veneto torna lo spettro dell' estate da incubo del 2022 E il piano anti-siccità fa solo piccoli passi
Il fiume Po si trova sotto la soglia minima, mentre il cuneo salino sul Delta sta risalendo, mettendo a rischio le coltivazioni. In montagna manca la neve, elemento fondamentale per garantire l’approvvigionamento idrico durante l’estate. I segnali provenienti dai corsi d’acqua sono preoccupanti e richiedono interventi immediati. Tuttavia, il piano contro la siccità avanza solo con piccoli passi.
Dai fiumi arrivano segnali preoccupanti. Il Po è sotto la soglia minima, il cuneo salino sul Delta già sta risalendo, le coltivazioni sono a rischio. In montagna manca la neve, garanzia per l’estate. Bisogna iniziare a riequilibrare le risorse, finché ce ne sono. Ma senza fare affidamento sulla natura, contro la siccità e per trattenere l’acqua piovana, servono le infrastrutture. Il «piano nazionale laghetti» è del 2022, presentato da Anbi e Coldiretti: prevede medi, mini e micro invasi distribuiti su tutte le province per poter pori ridistribuirla quando ce ne sarà bisogno. Il dato positivo - anche se marginale - è che 15 di quei 90 sono stati realizzati, portando a 52 il numero dei bacini in tutta la regione. 🔗 Leggi su Corrieredelveneto.corriere.it

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