Da Kiev all’Africa così la crisi ucraina ridisegna il mondo ortodosso
Un incendio ha danneggiato una cattedrale a Kiev, segnando un momento di tensione nel mondo ortodosso. La crisi in Ucraina ha portato a una riorganizzazione dei rapporti tra le chiese ortodosse, con alcune comunità che si sono schierate con il governo locale, mentre altre mantengono posizioni più vicine a Mosca. La situazione ha influenzato anche le relazioni tra le chiese in Africa e in altri paesi, creando nuove dinamiche di alleanze e divisioni.
L’incendio che ha colpito la cattedrale di Kiev si inserisce in una fase storica in cui il cristianesimo ortodosso non appare più come una tradizione religiosa relativamente coerente, ma come uno spazio politico-teologico in progressiva disarticolazione. La dinamica non è nuova nei suoi presupposti, ma è nuova nella sua intensità sistemica: ciò che sta emergendo non è una semplice disputa giurisdizionale, bensì la crisi di modello ecclesiologico. Per comprendere la profondità di questa frattura occorre tornare alla lunga durata della civiltà ortodossa. Nei Racconti di un pellegrino russo, testo significativo della spiritualità slava ottocentesca, il pellegrinaggio non è soltanto movimento fisico, ma attraversamento di uno spazio sacralizzato e relativamente omogeneo. 🔗 Leggi su It.insideover.com
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