Okocha tecnica sublime e vanità infinita | la parabola di un talento incompiuto
Jay Jay Okocha, con i capelli ormai grigi o rasati, è ricordato per le sue mosse spettacolari e il controllo del pallone. La sua carriera, iniziata negli anni '90, si è conclusa da diverso tempo, ma le immagini delle sue finte e dribbling rimangono impresse. È stato uno dei giocatori più tecnici e creativi della sua generazione, capace di incantare gli spettatori con giocate sorprendenti.
Ve lo ricordate Jay Jay Okocha? Quelli che hanno i capelli ormai ingrigiti dal tempo che fugge, o che non li hanno per nulla, non si sono dimenticati facilmente la sua immagine e le sue evoluzioni con il pallone incollato ai piedi neanche fosse il re dei circensi. Era il Mondiale del 1994, quello negli Stati Uniti: un caldo bestiale e un’umidità che pareva di stare in mezzo alla giungla. Non un refolo d’aria. Se si metteva una bistecca cruda sopra l’asfalto, tempo cinque minuti e la si trovava cotta a puntino. L’Italia di Arrigo Sacchi boccheggiava, tra polemiche sul modulo e sui giocatori da schierare, richieste di spettacolo promesso ma di cui non vi era nemmeno l’ombra e muscoli che si afflosciavano come palloncini sgonfi. 🔗 Leggi su Gazzetta.it

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