Non chiedono di essere assolte o idealizzate ma viste | undici ritratti di ragazze oltre l’etichetta di maranzine
Undici ritratti di ragazze sono stati presentati in una mostra, senza richieste di assoluzione o idealizzazione, ma con l’obiettivo di essere viste. Tra le protagoniste ci sono una ex teppista con occhi da cerbiatta che scippava anziani, una quindicenne che frequentava rave e usava un linguaggio aggressivo, e ragazze peruviane e cinesi picchiate da familiari. Inoltre, una giovane tatuata, figlia di un boss ucciso, viene descritta mentre reagisce con rabbia, tirando bottiglie.
C’è l’ex teppista con gli occhi da cerbiatta che scippava i vecchi, la 15enne che andava ai rave “a spaccarmi a merda”, le ragazzine peruviane e cinesi picchiate a sangue da papà e mamma, la tatuata figlia del boss ucciso dal tossico che esplode di rabbia tirando bottigliate in testa a un nemico. “Ognuna di loro mi ha spaccato in due ”. Gabriella Simoni, giornalista che ha spesso guardato in faccia la violenza e il male, tra frontiere in fiamme e conflitti di guerra ribollenti morti e disperazione, non ci gira troppo attorno. Nel suo Non solo maranzine ( Il Margine ) i ritratti sbozzati, vividi, di undici ragazze e ragazzine, ospitate e... 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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