Kaiciid un seminario per indagare sul potere delle parole di integrare o discriminare
Kaiciid ha organizzato un seminario sul ruolo delle parole nel promuovere inclusione o discriminazione. Durante l’evento, si è discusso di come il linguaggio possa influenzare le relazioni sociali e le dinamiche di esclusione. Tra i partecipanti, un uomo ha raccontato di aver lasciato l’Afghanistan all’età di sette anni, un paese segnato dalla guerra e senza prospettive per i giovani. L’incontro ha evidenziato la potenza delle parole nel plasmare le percezioni e le realtà sociali.
Daniele Piccini – CittĂ del Vaticano Reza aveva sette anni quando lasciò l'Afghanistan. Un paese a lungo attraversato dalla guerra, dove non si scorgeva una prospettiva per il futuro, specialmente per le generazioni piĂą giovani. Il ragazzo arrivò in Serbia, qualche anno dopo, da minore non accompagnato. Non conosceva il Paese che lo stava accogliendo, nĂ© ne parlava la lingua. Non avrebbe saputo nemmeno indicare la Serbia su una carta geografica. Forse, abbandonato il suo Paese, si sentiva vulnerabile e per questo nutriva diffidenza verso tutti. Quando Maja Negrojević, operatrice del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) di Belgrado, lo incontrò per la prima volta, capì che conquistare la sua fiducia avrebbe richiesto tempo e dedizione. 🔗 Leggi su Vaticannews.va

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