Infarto da superlavoro la Cassazione condanna l’azienda al risarcimento del dipendente
La Corte di Cassazione ha stabilito che un’azienda deve risarcire un dipendente che ha subito un infarto legato a turni di lavoro intensi e condizioni estreme. La decisione si basa sul fatto che le condizioni di lavoro hanno contribuito al danno alla salute del lavoratore. La sentenza specifica che l’azienda è responsabile per aver messo in atto un ambiente lavorativo che ha causato il problema di salute. La decisione è definitiva e non soggetta ad appello.
Cosa succede quando un lavoratore subisce un grave danno alla salute dopo anni di turni massacranti e condizioni di lavoro usuranti? E cosa accade se quel lavoratore soffriva già di patologie pregresse come diabete, obesità o ipertensione? La Cassazione con la sentenza 177542026 ci ha dato una risposta netta: il capo non può sottrarsi alle proprie responsabilità invocando la fragilità del dipendente quando le condizioni lavorative hanno effettivamente contribuito al verificarsi dell’evento dannoso. Questa è una decisione che merita grande attenzione perché affronta uno dei temi più delicati del diritto del lavoro e della responsabilità civile: il rapporto tra malattie preesistenti e danni provocati da un’organizzazione del lavoro inadeguata. 🔗 Leggi su Quifinanza.it

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