Marcel poliziotto che affronta deragliamenti esistenziali
Il commissario di polizia parigino di origine italiana ha commentato la morte di Couchon, definendola una “brutta faccenda”. La sua carriera si svolge tra le campagne del Nord, tra Lodi e la provincia di Bologna.
«Brutta faccenda la morte di Couchon». Almeno per Marcel Bollini, commissario di polizia parigino, ma di origine italiana, nelle campagne nebbiose del Nord, tra Lodi e la provincia di Bologna. Robert Couchon era un suo collega. «Ecco, capo, è stato un paradosso, anzi un incidente», cerca di assolversi Marcel. «Robert voleva superarmi per beccare una banda di spacciatori». IL CAPO ha in mano già la propria sentenza. «Lei a quanto pare non gli ha dato la strada, e sappiamo tutti com’è finita». Il giorno fatale è arrivato nella frenesia di piena estate. Due auto di scontrano. Un poliziotto muore. L’altro cambierà per sempre la propria vita. Tra i due non correva buon sangue e i colleghi erano convinti che Bollini fosse andato addosso addirittura per ucciderlo, insomma un omicidio camuffato da incidente stradale. 🔗 Leggi su Ilmanifesto.it

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