Fck Remigration | anatomia di un antifascismo in crisi con se stesso
Sabato a Roma, le contromanifestazioni hanno tentato di sovrastare il corteo sulla remigrazione, senza riuscirci. La piazza principale ha mantenuto il suo ritmo, mentre gruppi di manifestanti si sono radunati in modo spontaneo, creando tensioni evidenti. Le forze dell’ordine hanno preso posizione tra le due parti, senza intervenire subito. La manifestazione si è conclusa senza incidenti rilevanti, ma con una presenza consistente di partecipanti di opposte fazioni.
Roma, 16 giu – C’è un modo superficiale, ma non per questo sbagliato, di leggere quanto accaduto sabato a Roma: limitarsi a dire che le contromanifestazioni contro il Corteo della Remigrazione non sono riuscite a oscurare la piazza avversaria. Sarebbe vero, ma insufficiente. Perché il dato politico più interessante non sta soltanto nel rapporto numerico o nella riuscita organizzativa delle singole mobilitazioni. Sta nella frattura che quella giornata ha reso visibile dentro il campo antifascista e antagonista. Partiamo da un fatto semplice, che basta da solo a inquadrare la posta in gioco: sabato 13 giugno, di fronte al Corteo della Remigrazione, il campo avversario non si è presentato come un fronte unico. 🔗 Leggi su Ilprimatonazionale.it

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