Baby Gang ha bisogno della tv in cella | accolto in parte il ricorso dei legali al Tribunale di Sorveglianza di Milano
Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha parzialmente accolto il ricorso di Baby Gang contro il regime di sorveglianza in carcere. La decisione riguarda il trattamento riservato al trapper 24enne, noto come Baby Gang, che aveva presentato il reclamo tramite la sua difesa. La richiesta di modificare le condizioni di detenzione è stata parzialmente accolta, con una specifica attenzione alle esigenze del detenuto. La decisione si riferisce a un provvedimento del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha parzialmente accolto il reclamo presentato dalla difesa di Zaccaria Mouhib, il trapper 24enne noto come Baby Gang, contro il regime di sorveglianza particolare disposto nei suoi confronti dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria nell’aprile scorso. Nell’ordinanza, i giudici evidenziano come una durata di sei mesi della misura appaia «obiettivamente eccessiva», soprattutto alla luce delle gravi fragilità psicologiche del detenuto, che potrebbero aggravarsi ulteriormente. Secondo il collegio, è inoltre sproporzionato il divieto di tenere un televisore in cella, poiché la visione della tv potrebbe contribuire a garantirgli maggiore serenità e avere effetti positivi sul suo equilibrio. 🔗 Leggi su Open.online
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