Treviso licenziato dalla Cgil per una lettera anonima sui doppi stipendi nel sindacato ma il giudice lo reintegra | Illegittimo è ritorsione
Un uomo licenziato dalla Cgil di Treviso dopo aver inviato una lettera anonima sui doppi stipendi nel sindacato è stato reintegrato dal giudice del lavoro. La sentenza ha stabilito che il licenziamento era illegittimo e ha definito l’atto come una forma di ritorsione. La decisione si basa sull’assenza di prove che giustificassero il licenziamento e sulla natura punitiva del provvedimento.
Una recente sentenza del giudice del Lavoro è destinata a scuotere, ancora una volta, le burrascose acque della Cgil di Treviso. È un pronunciamento che sembra frutto di una paradossale inversione delle parti, con un’orga-nizzazione sindacale condannata a reintegrare un suo dipendente dopo un licenziamento considerato dai giudici particolarmente grave anche per le sua natura «ritorsiva». Il protagonista di questa vicenda è Fabio Zamperla, storico funzionario dell’ufficio vertenze legali: il siluro della Cgil nei suoi confronti risale al 27 gennaio 2025. Si inserisce all’interno della faida interna legata al caso dei doppi stipendi dell'ex segretario Paolino Barbiero e del «corvo» che nell’autunno del 2024 aveva diffuso lettere anonime a riguardo, con visure e documentazione previdenziale. 🔗 Leggi su Corrieredelveneto.corriere.it
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