Spike Lee | provocatore poeta e malato di Knicks
Il regista Spike Lee ha fatto il suo ingresso in campo durante una partita dei Knicks, la squadra di New York, che ha vinto per la prima volta dopo un lungo periodo di sconfitte. Lee, noto per essere un grande tifoso, ha esultato e si è mostrato visibilmente emozionato. La sua presenza ha attirato l’attenzione di pubblico e media, mentre la squadra celebrava la vittoria. L’evento si è svolto nel corso di una partita ufficiale, senza ulteriori sviluppi legali o ufficiali.
L’attitudine alla sconfitta è infinitamente più letteraria di qualsiasi vittoria. Il trionfo dei Knicks, la notte pazza di New York, gli spari a Times Square, la follia e la paura, l’odore di polvere da sparo, il dolce dello zucchero filato, il sindaco Mamdani, i tifosi che cantano per le strade "Empire State of Mind", la hit di Alicia Keys. Il filmato di Jennifer Lopez che urla "Oh my god" in loop, e d’altra parte è cresciuta nel Bronx. In Texas, sul parquet, c’era anche Timothée Chalamet, l’attore, con la tuta arancione dei Knicks. E poi Tracy Morgan e John Turturro. Ben Stiller che è rimasto sveglio tutta la notte per festeggiare. Tutto vero, eppure niente potrà mai arrivare alla grandezza di quella snervante attesa lunga 53 anni. 🔗 Leggi su Gazzetta.it

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