Il padre torturato da Saddam e la fuga in Inghilterra Ma per Al-Hamadi esiste solo l' Iraq
Ali Al-Hamadi, attaccante dell'Iraq, ha vissuto un passato segnato da torture subite dal regime di Saddam e da una fuga in Inghilterra. Tuttavia, per lui, l’unico paese di riferimento resta l’Iraq. In vista della partita contro la Norvegia, il calciatore rappresenta anche un simbolo di speranza per un paese che cerca di superare le sue ferite storiche.
Ali Al-Hamadi non è "solo" il centravanti dell'Iraq che sfiderà la Norvegia nell'esordio al Mondiale, ma anche il simbolo di un Paese che vuole mettersi alle spalle il suo passato per costruire un futuro diverso. Lui ce l'ha fatta e al Boston Stadium spera di gridarlo a tutto il mondo, magari segnando un gol. La sua è una di quelle storie che vale la pena di raccontare perché unisce all'amore per il pallone alle sofferenze di una famiglia costretta a lasciare l'Iraq dove il padre è finito in carcere (ed è stato torturato) per l'opposizione a Saddam Hussein. Alì è il volto di una generazione di iracheni cresciuti lontano dalla propria terra che però a lei sono rimasti profondamente legati. 🔗 Leggi su Gazzetta.it

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