Il bollo morale richiesto agli editori E la fiera diventa Meno libri più liberi
La proposta di subordinare la presenza degli editori a Più Libri Più Liberi alla firma di una dichiarazione antifascista è l'ennesimo caso di un riflesso sempre più diffuso in parte del mondo culturale italiano: proclamarsi custodi della Costituzione per poi tradirla, usandola come un marchio di appartenenza e un criterio per stabilire chi possa stare nello spazio pubblico e chi no. L'articolo di riferimento della Carta è il 21 che dice: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». Tutti, non soltanto i cittadini italiani. Qui i costituenti hanno usato una parola più ampia, perché la libertà di espressione appartiene alla persona prima che al membro riconosciuto della comunità politica. 🔗 Leggi su Iltempo.it

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