Rita Svandrlik provvisorio e interminabile ritratto scorniciato di Ingeborg Bachmann
Una mostra dedicata a Ingeborg Bachmann ha esposto un ritratto di Rita Svandrlik, considerato provvisorio e molto approssimativo. L’opera rappresenta un’immagine scorniciata dell’autrice austriaca, spesso citata come esempio di rappresentazione inadeguata. La presentazione ha suscitato discussioni sulla fedeltà delle immagini biografiche e sulla loro influenza sulla percezione pubblica. La mostra è stata allestita in un contesto culturale dedicato alla memoria di Bachmann.
Al cuore di ogni biografia letteraria c’è per Richard Holmes il tentativo di «produrre l’effetto del vivo, restando però fedele al fatto morto»; l’esito è incerto, disperante a volte, «ma, se sei fortunato — aggiunge in Footsteps — potrai raccontare l’inseguimento di quella figura sfuggente in modo tale da farla rivivere». Nel caso di Ingeborg Bachmann, nata 100 anni fa a Klagenfurt e morta a Roma nel 1973, la difficoltà è estrema. PerchĂ© qui non si tratta solo di mettere in ordine le carte, i contratti, le lettere, ma anche di riportare in vita una persona sfuggente e — come afferma Christa Wolf — barbarica per la radicalitĂ , l’eccesso, il rifiuto delle forme codificate. mentre la sua memoria era stata sacrificata a un duplice mito: la donna libera, cosmopolita, amata da Celan e da Frisch, e la donna sofferente, fragile, consumata. 🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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