Progettare le qualità invisibili degli spazi
L’architettura tradizionalmente si è concentrata sulle forme visibili, come volumi, proporzioni e materiali, pensati principalmente per essere osservati. Tuttavia, si sta sviluppando un nuovo approccio che mira a progettare anche le qualità invisibili degli spazi, come l’atmosfera, il comfort acustico e la sensazione di benessere. Questa tendenza si focalizza su aspetti che influenzano l’esperienza sensoriale e la qualità di vita degli utenti, andando oltre l’aspetto estetico e statico degli edifici.
Per secoli l’architettura ha privilegiato lo sguardo e forme, volumi, proporzioni e materiali sono stati pensati soprattutto per essere osservati. Eppure l’esperienza di uno spazio passa attraverso molti altri canali: il modo in cui l’aria circola, la temperatura percepita, i rumori di fondo, la consistenza delle superfici e persino gli odori. È da questa consapevolezza che prendono forma due percorsi formativi di POLI.design, dedicati rispettivamente all’olfactive design e alla progettazione delle atmosfere. Il primo affronta una disciplina ancora poco conosciuta ma sempre più presente nei processi di progettazione contemporanei. L’olfatto viene considerato come uno strumento capace di influenzare il rapporto tra persone e ambienti, attivando memoria, orientamento e senso di appartenenza. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

Stavano soffrendo nel silenzio, ma ora non sono più invisibili.
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