Controlli fiscali e limiti dove deve fermarsi l’Agenzia delle Entrate dopo la sentenza Ue
L’Agenzia delle Entrate ha limiti nelle sue attività di controllo fiscale dopo una sentenza della Corte di Giustizia Europea. La decisione stabilisce che l’ente deve rispettare i diritti dei contribuenti e le norme europee sulla protezione dei dati. Le verifiche devono essere condotte entro i limiti temporali e procedurali previsti dalla legge. La sentenza impone restrizioni sull’uso di strumenti di controllo, come accessi a dati personali, oltre a precisare i confini delle ispezioni fiscali.
Il rapporto tra il cittadino e il Fisco in Italia è storicamente segnato da una profonda asimmetria di potere. Per decenni, l’esigenza dello Stato di contrastare l’evasione fiscale ha giustificato l'adozione di strumenti investigativi fortemente penetranti. Tuttavia, la concezione secondo cui l'interesse finanziario pubblico possa sistematicamente surclassare i diritti fondamentali dell'individuo ha subìto un arresto definitivo. A tracciare una linea rossa invalicabile sono state le storiche pronunce della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu). Attraverso una serie di sentenze di condanna contro l'Italia, i giudici di Strasburgo hanno ridefinito i confini dell'azione ispettiva. 🔗 Leggi su Quifinanza.it

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