La tribù progressista caccia De Luca Ma come in Urss non c’è censura
Una figura pubblica, nota per le posizioni a favore di Kiev e No Tav, è stata esclusa da un festival letterario in una città del sud. La decisione è stata presa dopo che l’individuo ha espresso opinioni considerate divergenti dalla linea ufficiale, portando alla sua rimozione dall’evento. La vicenda ha suscitato polemiche e confronti tra sostenitori e detrattori, senza coinvolgere procedimenti legali o sanzioni ufficiali.
L’aspetto più suggestivo di tutta questa storia surreale è senz’altro il modo in cui i vari protagonisti sono stati costretti a destreggiarsi con il linguaggio. Hanno danzato sul filo dell’ortodossia politica, e ogni volta che con una frase si sono resi conto di sconfinare sono corsi a precisarla, a limarla, a modificarla in un continuo gioco di negazioni e smentite: un fenomenale Lago dei cigni della correttezza politica. Solo che in quel lago gli intellettuali hanno tirato sassi e pietroni, salvo poi - come prevedibile - ritrarre la mano. L’ultimo capitolo della saga è forse il più emblematico. A sentire le parti, non è accaduto nulla. Non vi è dissidio, non vi è censura, non vi è niente: il vuoto. 🔗 Leggi su Laverita.info

Notizie e thread social correlati
Erri De Luca fuori dal Salerno Letteratura Festival dopo le parole su Gaza: "Non c'è identità di vedute, ma non è censura"Erri De Luca è stato rimosso dal Salerno Letteratura Festival dopo aver commentato sulla situazione a Gaza, definendo le sue parole “divisive”.
De Luca a caccia del quinto mandato. Ma il suo modello mostra la cordaIl governatore campano ha annunciato l’intenzione di candidarsi per un quinto mandato, sfidando le normative regionali che limitano le ricandidature.