Sánchez ha sanato 500.000 stranieri per riempire le culle non le casse
L’autorità fiscale ha confermato che la regolarizzazione di circa 500.000 stranieri, promossa dal governo, avrà un impatto minimo sul prodotto interno lordo, stimato allo 0,03%. La misura, volta a regolarizzare la posizione di cittadini stranieri, non genererà effetti significativi sulle entrate fiscali o sulla crescita economica complessiva. La notizia contrasta con le affermazioni dei promotori, che avevano presentato la misura come un intervento di grande portata economica.
Alla fine, la ricetta suggerita da Francesco Boccia, capogruppo del Partito democratico al Senato (la crisi demografica si combatte anche con più immigrazione regolare) ha deciso di applicarla la Spagna. E le premesse non sono le migliori. Come è noto, il governo di Madrid, con un un decreto promulgato lo scorso aprile, ha deciso di estendere la cittadinanza spagnola a oltre mezzo milione di immigrati clandestini presenti nel Paese. Una scelta che doveva essere dettata da ragioni soprattutto economiche. Per lo Psoe, il partito socialista di Pedro Sánchez, e per la sinistra di Podemos, guidata da Ione Belarra, l’aumento del Pil del 2,9% nel 2025 era dovuto soprattutto al contributo degli stranieri che, col loro lavoro, non solo avevano permesso di migliorare l’economia spagnola, ma avevano anche rafforzato il sistema del welfare. 🔗 Leggi su Laverita.info

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