Ragazzini spietati e feroci sui social La tecnologia non è una baby sitter
Gli agenti della sezione di sicurezza cibernetica stanno analizzando chat, foto e video trovati sui dispositivi sequestrati a due minori coinvolti in un caso di istigazione al suicidio. Le indagini riguardano attività sui social media che mostrano comportamenti violenti e spietati da parte di giovani utenti. La polizia sottolinea che la tecnologia non deve essere considerata una babysitter, evidenziando il rischio di esposizione a contenuti dannosi.
Pisa, 31 maggio 2026 – Gli uomini della sezione operativa per la sicurezza cibernetica della Polposta sono al lavoro per scandagliare chat, foto e video nei dispositivi sequestrati ai due ragazzini finiti nei guai per istigazione al suicidio. Al momento sono i due grossetani di 15 anni, compagni di scuola, a essere finiti nel mirino degli investigatori, ma questo non significa che l’inchiesta aperta dalla procura dei minori di Firenze non possa allargarsi ad altri soggetti che, a vario titolo, possano essere stati coinvolti nelle rete delle sfide in rete. L’inchiesta che ha condotto il sostituto procuratore Filippo Focardi a individuare i due studenti maremmani è partita dalla Germania. 🔗 Leggi su Lanazione.it

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