Nikolaj Gumilëv domatore di versi sull’orlo del crepaccio
Un poeta e partigiano, nel 1945, si lasciò attrarre dalla cultura russa senza conoscere la lingua. Iniziò a scrivere versi ispirati alle visioni di Nikolaj Gumilëv, considerato un “domatore di versi”. La sua poesia si sviluppò in un contesto di tensione politica e culturale. La sua opera rifletteva l’influenza del poeta russo, che era noto per le sue scelte rischiose e il rapporto complesso con il regime sovietico.
Attratto dalla cultura russa pur senza conoscerne la lingua, nel 1945 un poeta (e partigiano) dallo schietto profilo neorealista – Franco Matacotta – si lasciò irretire dalle vigorose visioni di un autore scomparso più di due decadi prima – Nikolaj Gumilëv – e con l’ausilio dell’émigrée Valentina Preobraženskaja mise mano a una versione delle liriche che nel 1910 erano state raccolte nel volume moscovita intitolato Perle, oggi riportato alla luce, direttamente dagli archivi di famiglia, dal giovane studioso Stefano Fumagalli, che lo presenta arricchendolo di utilissime note e commenti (traduzione di Franco Matacotta, Passigli, pp. 186, € 19,50). 🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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