Dal conflitto alla posa | la destra davanti al mito della ribellione
La destra identitaria ha un rapporto complicato con l’autorità, che si riflette nel passaggio dalla rivolta al gesto di sfogo individuale. Quando la ribellione smette di essere un’azione di cambiamento e diventa solo un’espressione di protesta personale, anche l’antagonismo perde il suo ruolo di opposizione. In questo modo, le manifestazioni di dissenso finiscono per rafforzare il sistema piuttosto che modificarlo.
Quando la rivolta smette di fondare un ordine e diventa solo sfogo individuale, anche l’antagonismo finisce per servire il sistema Roma, 31 mag – La destra identitaria ha sempre avuto un rapporto ambivalente con il concetto di autorità. Da una parte esiste l’anima più movimentista, ribelle e puramente “ squadrista ” del fenomeno; dall’altra, vi è chi non ha mai inteso la rivoluzione come uno stato di cose permanente, ma come una forza da ricondurre a un ordine superiore. È in questa tensione che prende forma il concetto, controverso e spesso frainteso, di rivoluzione conservatrice: non la rivolta come fine, ma la rivolta come passaggio verso una nuova forma. 🔗 Leggi su Ilprimatonazionale.it

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