Bimbo morto dopo il trapianto il chirurgo Oppido interrogato per tre ore dal Pubblico Ministero
Il chirurgo coinvolto nel caso di un bambino deceduto dopo un trapianto è stato interrogato dal pubblico ministero per circa tre ore. Durante l’interrogatorio, il medico ha risposto a tutte le domande del giudice e del pm, confermando una ricostruzione dei fatti che si basa su una sequenza cronologica e logica, sempre mantenuta invariata. Le sue risposte sono state supportate da documenti e dati che ha presentato nel corso dell’interrogatorio.
Tempo di lettura: 2 minuti “Il dottor Oppido ha risposto a tutte le domande del giudice e del pm, confermando una ricostruzione logica e cronologica che ha sempre dato e mai modificato, supportata da dati documentali”. Così i legali del chirurgo sotto accusa per il caso del trapianto di cuore del piccolo Domenico Caliendo, gli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge, al termine dell’interrogatorio bis durato tre ore. Secondo la difesa, “dobbiamo registrare un mutamento dell’accusa perché a fronte delle produzioni documentali che la difesa ha offerto, perfino i consulenti del pubblico ministero hanno condiviso che il clampaggio aortico, non potesse essere avvenuto che pochi minuti prima dell’espianto (avvenuto ore 14. 🔗 Leggi su Anteprima24.it

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