L’Inconnue la recensione | Arthur Harari costruisce un body swap freddo e pretenzioso
Nel film di Arthur Harari, attualmente in concorso a Cannes 2026, viene affrontato il tema del body swap. Il regista, noto anche come sceneggiatore di un film molto apprezzato, sceglie di sviluppare questa storia proveniente dal cinema di genere senza inserire elementi di leggerezza, ironia o emozioni. La narrazione si concentra su un approccio freddo e pretenzioso, eliminando qualsiasi sfumatura divertente o coinvolgente tipica di questo tipo di trama.
Arthur Harari, sceneggiatore dell’amatissimo Anatomia di una Caduta e ora in Concorso a Cannes 2026, prende un’idea da cinema di genere puro – il body swap – e decide deliberatamente di svuotarla di qualsiasi dimensione ludica, ironica o emotiva. La sua ambizione è chiarissima: trasformare una premessa da thriller fantascientifico in una riflessione esistenziale su identitĂ , alienazione, genere e perdita del sĂ©. Il problema è che L’Inconnue (The Unknown) sembra così terrorizzato dall’idea di risultare “semplice” o “pop” da finire intrappolato in un tono costantemente austero e soffocante. David, fotografo solitario e depresso, incontra una donna misteriosa durante una festa e dopo un rapporto sessuale si ritrova nel suo corpo. 🔗 Leggi su Cinemaserietv.it

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