Le toghe rosse d’accordo con Nordio
Il ministro della giustizia ha ricevuto critiche da un ex giudice, che ha accusato il ministro di voler terminare i processi dopo due assoluzioni. La discussione riguarda la proposta di chiudere le cause giudiziarie più rapidamente, con l’obiettivo di evitare lunghe controversie legali. La posizione del ministro è stata messa in discussione, mentre le toghe di colore rosso si sono schierate con lui, sostenendo la necessità di riforme per ridurre i tempi dei processi. La vicenda coinvolge diverse opinioni sul funzionamento della giustizia italiana.
Il ministro attaccato dall’ex giudice Giancarlo Caselli perché vorrebbe che dopo due assoluzioni finisse il processo. Ma Md condivide lo sconcerto: «Oggi impugnazioni più limitate». Se ci fosse un indice di Borsa anche per la barbarie giuridica saremmo in piena bolla. Sarà l’effetto del referendum sulla giustizia, o il ritorno in tv dei grandi gialli irrisolti, ma ormai c’è anche una discreta gara alla forca. L’ultimo episodio ha per vittima Carlo Nordio, che mercoledì ha osato dire, da «semplice uomo di legge», che è sconcertato dalla vicenda processuale di Alberto Stasi e che forse sarebbe il caso, alla seconda assoluzione, di chiuderla lì con i processi. 🔗 Leggi su Laverita.info

Sullo stesso argomento
Immigrazione, le toghe rosse con i medici anti-Cpr: "Buona pratica"La posizione, anzi un vero e proprio indirizzo politico, Magistratura Democratica l’ha definita.
Elio Germano scende in campo per le toghe rosse: "No! No! No!"Poteva mancare Elio Germano nella campagna elettorale cavalcata da sinistra e toghe rosse per il "No" al prossimo referendum sulla giustizia?...
Nordio dagli avvocati (con Bartolozzi): Io non umilio le togheRepetita iuvant. Soprattutto se le parole da proferire fanno rima con quelle di Giorgia Meloni. E vengono proferite dal Guardasigilli in persona: Vi prego, non sia la magistratura a pensare che ... ilmessaggero.it
Il ministro Nordio a Torino Sentir dire che umilio le toghe è quel che mi ferisce di piùNon per punire i magistrati e neppure un attentato alla costituzione ma solo l’ultimo passo per mettere pienamente in atto il codice di procedura penale italiano, in vigore dal 1989 che mette sullo ... rainews.it