Fertilizzanti dai fanghi di conceria Esempio virtuoso da Ponte a Egola
A Ponte a Egola, in provincia di Pisa, è stato avviato un progetto che utilizza i fanghi di depurazione provenienti dalle concerie come fertilizzanti per l’agricoltura. Questa pratica rappresenta un’alternativa ai metodi di fertilizzazione tradizionali, con benefici evidenti sia dal punto di vista ambientale sia sotto il profilo dell’economia circolare. La scelta si inserisce in un più ampio tentativo di valorizzare i rifiuti industriali attraverso applicazioni agricole.
di Carlo Baroni PONTE A EGOLA (Pisa) L’utilizzo agronomico dei fanghi di depurazione delle acque reflue è una valida alternativa strategica ai sistemi di fertilizzazione convenzionali e una pratica preferibile in termini ambientali e di economia circolare. In Italia si producono 3,2 milioni di tonnellate di fanghi di depurazione e solo il 54% viene destinato al trattamento, condizionamento o al recupero, perdendo una grande risorsa di sostanza organica di qualità ricca di carbonio organico, azoto, fosforo e altri microelementi. In Italia esistono tuttavia molte realtà virtuose. Una di queste è il caso del Consorzio Cuoiodepur Spa, impianto di depurazione – guidato dal presidente Michele Matteoli – che serve le concerie di Ponte a Egola, dove viene prodotto il " Pellicino integrato ".🔗 Leggi su Lanazione.it

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