Baggio | Il calcio una malattia volevo giocare 24 ore al giorno
Un ex calciatore ha recentemente descritto il suo rapporto con il calcio, affermando che per lui rappresentava più di uno sport, quasi una malattia. Ha raccontato di desiderare di giocare tutto il giorno e di come il pallone fosse l’unico pensiero che occupasse la sua mente. Ricorda anche momenti della sua infanzia, come quello di mangiare a tavola con il pallone vicino e di temere che qualcuno potesse portarglielo via, nonostante le rimostranze del padre.
“Per me esisteva solo il pallone, io ricordo che mangiavo a tavola col pallone e mio papà mi sgridava, ma io avevo paura che qualcuno me lo rubasse. Era una malattia”. Lo ha detto Roberto Baggio parlando al Salone del Libro in occasione della presentazione del suo libro ‘Luce nell’oscurità’. “Io volevo giocare a calcio 24 ore al giorno, già andare a dormire era tempo perso. Mi divertivo, era qualcosa di cui non riuscivo a fare a meno – ha ammesso – Anche in casa nel corridoio con la pallina da tennis era un modo per giocare. Non riuscivo a star fermo”. Dato che “mi ero fatto male pesantemente ogni giorno in cui mi allenavo e giocavo mi dicevo ‘sei stato fortunato anche oggi’, per cui mi sono alimentato di questa cosa – ha concluso – Gli infortuni e le sofferenze in questo ti fanno crescere. 🔗 Leggi su Lapresse.it

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