Alex Bores è diventato il problema politico delle Big Tech americane
Alex Bores, 35 anni, è al centro di recenti controversie legate alle grandi aziende tecnologiche statunitensi. Con un aspetto curato e un guardaroba di completi blu, rappresenta una figura che richiama il settore delle tech, specialmente durante l’epoca dell’amministrazione Obama. La sua presenza ha attirato l’attenzione pubblica e politica, generando discussioni sulla sua influenza e il ruolo che ricopre.
Alex Bores ha trentacinque anni, la barba ordinata e un armadio pieno di completi blu. L’aria da tecnocrate educato richiama un passato non lontano, quando l’ecosistema liberal-tech fioriva sotto l’amministrazione Obama. Oggi è costretto a sporcarsi le mani e farsi nemici molto potenti nella Silicon Valley. Alcuni dei più ricchi finanziatori delle Big Tech lo hanno preso di mira perché, tra i politici grandi e piccoli degli Stati Uniti, è uno dei volti più in vista in quella frangia che vorrebbe regolamentare l’intelligenza artificiale. Il punto è che Bores non è un luddista, né un populista anti-innovazione. È solo un deputato all’Assemblea dello Stato di New York e candidato alle primarie democratiche per il seggio al Congresso nel dodicesimo distretto di Manhattan.🔗 Leggi su Linkiesta.it

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