Nella stanza di Ambro | La musica era la sua vita Quel giorno per noi il tempo si è fermato
In una stanza chiusa a chiave, un musicista trascorreva gran parte del suo tempo componendo. Quando si trovava lì, nessuno poteva entrare, e il resto del mondo rimaneva fuori. La musica rappresentava il suo modo di vivere, e per i suoi cari quel giorno il tempo si è fermato, lasciando un vuoto nei ricordi. La stanza rimane come un luogo di silenziosa memoria, testimone di quegli istanti di creatività e isolamento.
La porta rigorosamente chiusa quando componeva. "Nei momenti in cui si rifugiava qui, il resto del mondo rimaneva fuori. Non potevamo disturbarlo per nessun motivo. Era la regola. Questo era il suo piccolo regno. Il regno della musica. La sua musica". Le chitarre appoggiate al muro. Le cuffie sul tavolo. In alto, l’omaggio - sotto forma di un cd gigante - realizzato dagli amici: ’Ambro. La tua passione rimarrà la musica, in ogni nota il tuo ricordo’. Accanto, un Alessandro bambino seduto in spiaggia guarda dritto nell’obiettivo. Attaccata alla porta, la divisa da capotreno. Nessuno l’ha toccata. È dentro questa stanza che lui manca di più. Papà Luigi tocca con delicatezza e immensa cura gli oggetti del figlio, ucciso a 34 anni in stazione il pomeriggio del 5 gennaio scorso.🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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