Garlasco il caso Stasi e il tramonto del ragionevole dubbio nella giustizia italiana

A Garlasco si è verificata un'ulteriore svolta nel caso Stasi, portando a un cambiamento nel modo in cui la giustizia italiana affronta il principio del “ragionevole dubbio”. La vicenda, che ha avuto rilevanza nazionale, ha coinvolto diverse fasi processuali e decisioni che hanno alimentato discussioni sulla validità delle prove e sulle procedure giudiziarie adottate. La questione resta al centro di un acceso dibattito pubblico e legale.

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L’ennesima “svolta decisiva” sul caso Garlasco, al di là delle tesi innocentiste o colpevoliste, delle intercettazioni inedite, degli scoop e delle elucubrazioni di criminologi e avvocati, impone una riflessione su cosa rappresenti, per la giustizia italiana, la vicenda che vede protagonista, e probabilmente vittima a sua volta, Alberto Stasi: siamo di fronte a una persona che ha quasi completamente espiato una pena per omicidio in un contesto in cui di quell’omicidio, a distanza di quasi 20 anni, la giustizia dimostra di aver capito poco, pochissimo e dimostrato ancora meno. Garlasco e lo svuotamento del «ragionevole dubbio». Eppure, formalmente, Alberto Stasi, condannato in via definitiva ad anni 16 di reclusione per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto nell’agosto del 2007, è colpevole «oltre ogni ragionevole dubbio».🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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