Non affittiamo case agli italiani il sogno di Fausto Caviglia è una storia di miseria e dignità

Una frase scritta su un cartello, “Non affittiamo case agli italiani”, ha segnato la vita di molti emigranti provenienti dal Sud che si trasferivano in Germania. Questi messaggi di esclusione sono stati vissuti come simboli di rifiuto e discriminazione, lasciando un segno profondo nelle persone che cercavano una nuova possibilità di vita nel paese straniero. La storia di questo rifiuto si intreccia con le difficoltà e la dignità di chi ha affrontato quel percorso.

“Non affittiamo case agli italiani” era le scritte d’accoglienza vissute come stimmate che bruciano nell’anima degli emigranti dal Sud in Germania. Comincia così il piccolo viaggio nell’anima tedesca del Dopoguerra. A Wolfsburg, a Monaco di Baviera, ma anche in altre città della Germania dell’Ovest c’era una feroce discriminazione nei loro confronti. All’entrata dei locali erano affissi cartelli che vietavano l’ingresso agli italiener. Sempre meglio di quello assai più vergognoso “vietato l’ingresso ai cani e ai meridionali” apparsi a Torino durante gli anni del boom economico. Mentre altri cartelli comparivano a Brussels: “Vietato l’ingresso ai cani e agli italiani”.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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