In onore di Vittorio Dublino

Da due notti, una persona descrive di aver perso il sonno e di sentirsi annichilita, pur essendo abituata alla condizione di detenzione a vita. La persona parla di un dolore intenso, che definisce il più catastrofico e presente quotidianamente, in particolare durante le ore notturne. La narrazione si concentra sulle sensazioni di isolamento e sofferenza legate alla condizione carceraria.

di Paolo Pantani Sono due notti che non dormo proprio più, sono annichilito, pur essendo assuefatto al regime carcerario a vita dell’apice del dolore, il più catastrofico esistente, che vivo tutti i giorni e soprattutto le notti.  Con Vittorio Dublino ci siamo incontrati, parlati e scritti fino alle quattro del mattino, in continuo scambio. Collaboravamo e lavoravamo insieme, a qualsiasi ora, del giorno e, soprattutto della notte. Ogni quesito, ogni ricerca, ogni benchmarking, “diciamo così”, era tempestivo e immediato, ci stiamo lavorando ancora su i suoi documenti, con grande intensità. Ho capito cose della mia storia personale,imprenditoriale, amministrativa, professionale, accademica e militare, grazie alle Sue riflessioni, attenzione, a volte litigavamo pure, ma sempre con cameratesca fratellanza.🔗 Leggi su Ildenaro.it

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