Uranio in Kosovo l’Italia fa scuola

Lo scorso 13 gennaio, due avvocati italiani sono partiti da Belgrado per raggiungere il tribunale di Vršac, in Vojvodina, nel Kosovo. La presenza di materiale di uranio in quella regione ha attirato l’attenzione, portando l’Italia a prendere esempio in ambito legale e ambientale. La visita si inserisce in un quadro di controlli e verifiche sulla gestione di sostanze pericolose lungo i confini tra Serbia e Kosovo.

Guerra infinita Un tribunale riconosce il nesso causale fra l’intervento Nato del 1999 e l’epidemia di tumori in Serbia, che continua a colpire non soltanto ex-militari ma soprattutto civili Partiamo da Belgrado con gli avvocati Srdjan Aleksic e Angelo Fiore Tartaglia – lo scorso 13 gennaio – per raggiungere il tribunale di Vršac, in Voj Vodina. La “pianura padana” della Serbia, attraversata dal Danubio, è bianca di neve e la nebbia si può tagliare col coltello. In auto i due avvocati si scambiano opinioni sulla gestione del dibattimento. A VRŠAC CI ASPETTA il loro assistito, Dragan Antic, che aveva chiesto un risarcimento allo stato Serbo per il tumore alla tiroide contratto dopo aver partecipato alle operazioni militari in Kosovo nel 1999.🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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