Chatbot e spionaggio industriale Come Pechino prova a copiare l’AI americana
A gennaio 2025, con il lancio di DeepSeek, la Cina sembrava aver ridotto il divario con la Silicon Valley nel settore dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, sono emerse accuse di spionaggio industriale legate all’utilizzo di chatbot e tecnologie AI per ottenere informazioni riservate. Le autorità di diversi paesi stanno indagando su possibili pratiche illecite volte a copiare o appropriarsi di tecnologie sviluppate all’estero.
Con l’arrivo di DeepSeek sul mercato, nel gennaio 2025, la Cina sembrava aver accorciato la distanza con la Silicon Valley nella corsa all’intelligenza artificiale. La reazione dei mercati, con oltre mille miliardi di dollari bruciati sui listini statunitensi, alimentava il timore che Pechino fosse riuscita a costruire un modello competitivo senza disporre delle stesse risorse finanziarie, infrastrutturali e computazionali dei rivali americani. Oggi, invece, il successo dei campioni cinesi dell’IA è, secondo OpenAI e Anthropic, responsabile dell’addestramento dei propri modelli sfruttando in modo improprio le risposte generate dai sistemi americani più avanzati.🔗 Leggi su Formiche.net

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