Alzheimer per chi sono studiati i nuovi farmaci monoclonali Bozzali Sindem | Cosa devono sapere le famiglie

Un nuovo studio sui farmaci monoclonali per l’Alzheimer si rivolge principalmente a pazienti di età avanzata, con un’attenzione particolare alle donne, che risultano più colpite da demenze. In un’intervista, il ricercatore ha spiegato che non ci sono ancora risposte definitive sul motivo di questa disparità di genere. Le famiglie vengono invitate a informarsi sui trattamenti disponibili e sui rischi associati, anche se i dettagli specifici sulle modalità di cura non sono stati ancora definiti.

Torino, 2 maggio 2026 - Perché le demenze colpiscono soprattutto le donne? “La risposta a questa domanda non c’è. Sicuramente l’aspettativa di vita delle donne è più lunga rispetto a quella degli uomini ed essendo l’invecchiamento il primo fattore di rischio di Alzheimer, anche per questo l’incidenza è maggiore. Ma una risposta reale ancora non esiste. C’è tutta una ricerca sottostante per comprendere se alcuni fattori, legati ad esempio al setting ormonale, possano influire”. Marco Bozzali, professore di Neurologia al Dipartimento di Neuroscienze Rita Levi Montalcini di Torino e presidente Sindem (Società italiana neurologia delle demenze), è tra gli scienziati che il 22 aprile sono stati ascoltati dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco deve prendere una decisione sugli ultimi farmaci monoclonali per lo stadio iniziale dell’Alzheimer.🔗 Leggi su Quotidiano.net

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© Quotidiano.net - Alzheimer, per chi sono studiati i nuovi farmaci monoclonali. Bozzali (Sindem): “Cosa devono sapere le famiglie”

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