La prima guerra sporca di Israele e l’opposizione dei generali

Nelle ultime settimane si è assistito a una crescente attenzione sui conflitti in Medio Oriente, con particolare riferimento alla prima guerra condotta da Israele e alla posizione espressa dai generali dell’esercito. La situazione ha suscitato reazioni diverse, tra cui una forte condanna delle operazioni militari e il riconoscimento delle perdite civili nella Striscia di Gaza. Le discussioni pubbliche si sono concentrate anche sugli aspetti legati alle responsabilità e alle strategie adottate dalle parti coinvolte.

Nel suo nuovo libro, Carlo Panella spiega perché a Gaza è stata applicata la stessa strategia di distruzione usata contro l’Isis, senza che allora nessuno si indignasse Quanto alla comprensibile e condivisibile commozione per le troppe vittime civili a Gaza va ricordato un fatto fondamentale ma sempre ignorato: l’aviazione israeliana ha applicato a Gaza la stessa, identica strategia di bombardamenti aerei massicci e a tappeto effettuati dalla Coalizione Internazionale contro l’Isis che tra il 2015 e il 2017 ha provocato, secondo «Le Monde Diplomatique», «la morte tra 20.000 e 55.000 civili siriani e iracheni»1. Il culmine di quella operazione è stata la distruzione via aerea di tutti i quartieri di Mosul che ha provocato migliaia e migliaia di vittime civili.🔗 Leggi su Linkiesta.it

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