Di vecchi film madeleine e nostalgie reazionarie

In un paese dove la scena culturale si nutre di vecchi film, ricordi e sensazioni di nostalgia, si sceglie di affrontare i temi delle preoccupazioni attuali attraverso scritti personali. La tendenza a rivisitare il passato e a rifugiarsi nei ricordi sembra rappresentare una risposta alle tensioni e alle incertezze del presente. In questo modo, le pagine di diario diventano uno strumento per esplorare e esprimere le proprie emozioni e problematiche quotidiane.

In un Paese dove tutto va a commedia, niente di meglio che affidare il nodo delle inquietudini contemporanee alle proprie Pagine di diario. Ne La vita agra, il film di Lizzani tratto dal romanzo di Bianciardi con Ugo Tognazzi e Giovanna Ralli (dire che sono bravi è sminuirli), il protagonista è un intellettuale anarchico che emigra a Milano con l’intenzione, prima o poi, di buttare giù con la dinamite il grattacielo dove ha sede l’azienda colpevole dell’esplosione che uccise 43 minatori nella cava del suo paese; ma fa carriera e diventa direttore marketing nella stessa azienda, cioè uno di quei borghesi benestanti e opportunisti che tanto odiava.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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