Se per screditare Stefania Andreoli tradisci la tua missione allora il problema è molto serio
Una recente vicenda ha coinvolto una psicoterapeuta in una situazione che ha suscitato molte discussioni. La questione riguarda un episodio in cui si è messa in discussione la reputazione professionale della professionista. La situazione ha attirato l'attenzione di molti, portando alla luce alcune dinamiche legate alla tutela dell’immagine e alla percezione pubblica del settore. La vicenda si è sviluppata in un contesto di polemiche e confronti pubblici.
Vorrei fare una riflessione sulla vicenda che ha coinvolto, suo malgrado, la psicoterapeuta Stefania Andreoli, ma – a ben vedere – è una riflessione che riguarda, più genericamente, l’utilizzo dei social sempre più sregolato e pericoloso da parte di chi si prefigge il ruolo di fare divulgazione, invece ha un altro preciso intento: quello di mettere in scena sé e il proprio ego. Psicologi, psicoterapeuti e affini, ma anche creator che hanno a cuore la tematica della salute mentale (o il trend sulla salute mentale): insomma, i social – specie Instagram e TikTok – sono pieni di gente che, con il pretesto di parlare di psicologia, accende i riflettori su di sé: non porta esperienza, ma il proprio personaggio.🔗 Leggi su Donnapop.it

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