Inflazione al 2,9% e guerra in Iran perdiamo 1.500 euro a testa | le stime
L’inflazione prevista per il 2026 si attesterà al 2,9%, secondo le stime più recenti. Questo aumento dei prezzi comporterà una perdita di circa 1.500 euro a persona, considerando il prelievo complessivo sui salari. La situazione economica si complica anche a causa della guerra in Iran, che influisce sui mercati e sui costi di importazione. I dati evidenziano un aumento dei costi per le famiglie e i lavoratori italiani.
L’ inflazione ci costerà cara. Per il 2026 la stima è del 2,9%, per un prelievo di oltre 1.500 euro a lavoratore. Il segretario della Cgil Christian Ferrari, prendendo parola in Parlamento sul Documento di finanza pubblica, ha messo in guardia su questo scenario. Chiede misure a sostegno di lavoratori e pensionati. La stima punta in alto, ma il ritmo di crescita dei prezzi lascia intendere che non è poi uno scenario molto lontano dalla realtà. A marzo 2026, per esempio, l’Istat ha registrato una risalita dei prezzi energetici e l’accelerazione dei prezzi alimentari per un valore totale di +1,7% (in crescita rispetto al +1,5% di febbraio). Anche Confindustria è intervenuta sul Dfp e avverte che, se anche la guerra all’Iran finisse oggi, comunque l’impatto varrebbe 0,1-0,3 punti percentuali di mancata crescita.🔗 Leggi su Quifinanza.it

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