Assenze paterne | Zangrando e il paradosso del sangue spezzato
In letteratura, la figura paterna spesso rappresenta molto più di un semplice genitore. Si parla di assenze, di eredità invisibili e di ferite che si manifestano in modi diversi. Questa complessità si riflette in molte narrazioni, dove il rapporto con il padre diventa un elemento centrale per comprendere i personaggi e le storie che si sviluppano. La presenza o l’assenza di questa figura influisce profondamente sulle vicende raccontate.
Nella letteratura, i padri non sono mai solo padri. Sono assenze, eredità, ferite che cambiano forma. Sono figure da rincorrere o da cui fuggire. Da Omero a Kafka, da Roth a Starnone, la paternità è un campo di battaglia invisibile dove si gioca l’identità. E Stefano Zangrando, ospite del vodcast Il Piacere della Lettura, entra in questo territorio con un romanzo che è già, nel titolo, una vertigine: I padri si saltano (Arkadia). Il libro è un attraversamento inquieto tra memoria privata e Storia collettiva. Al centro, un uomo che sta per “sparire”, non solo fisicamente a causa di una malattia autoimmune, ma come gesto quasi filosofico, e che affida a un altro il compito di raccontarlo.🔗 Leggi su Quotidiano.net

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