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Dopo quindici anni dal disastro di Fukushima, il Giappone ha riavviato alcune centrali nucleari, portando avanti i investimenti nel settore. Nonostante le preoccupazioni sulla sicurezza, il governo ha autorizzato l’attività di nuove centrali, mentre alcune già esistenti sono state riaperte. La decisione si inserisce in un quadro di politiche energetiche che puntano a ridurre la dipendenza da fonti fossili e a garantire la fornitura di energia nel paese.

Clicca il papavero a sinistra o in fondo e regala questo articolo a chi vuoi. Regala più che puoi entro il 25 aprile. A quindici anni dal disastro di Fukushima, il Giappone continua a riavviare nuove centrali nucleari. Questa settimana toccherà al sedicesimo reattore inaugurato dall’incidente del 2011. Solo il 37% dei giapponesi è d’accordo con questa strategia. La gestione di Fukushima costa al Giappone 5 miliardi di euro all’anno e sono ancora molte le incognite sui rischi per la salute. Secondo Greenpeace i danni provocati dal drone che a febbraio ha colpito il quarto reattore della centrale nucleare di Chernobyl potrebbero provocare il crollo del cosiddetto «sarcofago», la prima copertura costruita dopo il disastro del 1986.🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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