Metro caccia lavoratore 55enne per un danno di 280 euro e lui si suicida la sentenza dopo due anni | Licenziamento sproporzionato
Dopo due anni di attesa, è stata emessa una sentenza in una vicenda che ha suscitato scalpore: un lavoratore di 55 anni, licenziato per aver causato in buona fede un danno di 280 euro all’azienda, si è tolto la vita. La decisione riguarda un procedimento legale in cui si contestava il licenziamento, ritenuto sproporzionato dalla corte. La vicenda evidenzia come un lungo rapporto lavorativo possa essere stravolto da una singola mancanza di pochi euro.
Lo avevano licenziato per un danno di 280 euro provocato in buona fede all’azienda dopo oltre vent’anni di lavoro. Quando i dirigenti di Metro Italia avevano comunicato il grave provvedimento a Paolo Michielotto, al dipendente 55enne, occupato nella sede di Marghera, era caduto letteralmente il mondo addosso. Per lui la vergogna era stata insostenibile e si aggiungeva al dramma di trovarsi senza un’occupazione. Così Michielotto non aveva retto e, dopo una decina di giorni dal licenziamento, si era tolto la vita in casa. Adesso, a distanza di quasi due anni, un giudice del lavoro ha stabilito che il licenziamento era sproporzionato e ha condannato la società a risarcire la famiglia con 15 mensilità.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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