Lo rendeva fragile ma non succube L’amante della Mantide era lucido

In un caso giudiziario a Parabiago, è stato stabilito che l’imputato soffriva di fragilità e vulnerabilità, ma non presentava vizi di mente tali da compromettere la responsabilità penale. La decisione si basa su una valutazione delle condizioni psichiche dell’indagato, che si sono rivelate incapaci di influire sulla sua capacità di intendere e di volere durante l’azione contestata.

PARABIAGO Nessun vizio di mente tale da incidere sulla responsabilità penale. Solo fragilità, vulnerabilità: non abbastanza da incidere sul piano giuridico. Lo dice la perizia psichiatrica depositata in Corte d’Assise a Busto Arsizio nell’ambito del processo per l’omicidio di Fabio Ravasio, ucciso il 9 agosto 2024 in un agguato costruito per sembrare un investimento lungo la Provinciale tra Busto Garolfo e Parabiago. Nelle trenta pagine, le conclusioni su due degli otto imputati redatte dai periti incaricati dalla Corte: Massimo Ferretti, amante di Adilma Pereira, era capace di intendere e di volere. Come Igor Benedito, il figlio della Mantide, alla guida dell’auto che travolse Ravasio.🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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