La Cina vuole fare come l’Urss ma meglio Report Csis
Un rapporto recente analizza le ambizioni della Cina di replicare e migliorare il modello dell’Unione Sovietica, attraverso un progetto chiamato la nuova Via della Seta. Questa iniziativa, spesso paragonata alla vecchia rotta commerciale, coinvolge numerosi Paesi che hanno accettato investimenti provenienti dalla Cina, con conseguenze che, secondo alcuni, hanno portato a difficoltà economiche e politiche per alcuni di essi.
La chiamano la nuova Via della Seta. In realtà è uguale a quella vecchia, che ha inguaiato e nemmeno poco tanti Paesi che hanno detto sì alla Cina e ai suoi investimenti. Infrastrutture, spesso mastodontiche, che nascondevano un lato oscuro, fatto essenzialmente di debito tossico. Così il Dragone ha asservito intere economie, creando l’illusione che la Belt and road fosse un buon affare per tutti. Adesso Pechino ha deciso di riproporre lo schema, puntando a creare un nuovo blocco di Paesi più o meno indirettamente imbrigliati nella rete cinese, un po’ come ai tempi dell’U con le repubbliche sovietiche d’Asia. Un report del Center for strategic and international studies (Csis) aiuta a gettare la maschera.🔗 Leggi su Formiche.net

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