Suicidio assistito archiviato anche il caso di Sibilla Barbieri Anche la terapia del dolore è sostegno vitale
Un nuovo caso di aiuto al suicidio viene archiviato, portando a tre le situazioni chiuse senza proceedings giudiziari. La decisione si è resa necessaria dopo l'esame delle evidenze raccolte, che hanno portato alla conclusione che l’assistenza fornita non costituisce reato. La vicenda riguarda una donna che aveva ricevuto sostegno nel percorso di fine vita, evidenziando ancora una volta come la terapia del dolore possa rappresentare un aspetto di supporto nel rispetto delle scelte individuali.
C'è la terza archiviazione per un caso di aiuto al suicidio. Dopo le due decise nelle scorse settimane per le morti di Elena e Romano, a Milano, ne è arrivata un'altra, decisa dal gip di Roma, nei confronti di Marco Cappato, dell’ex senatore Marco Perduca e di Vittorio Parpaglioni, il figlio dell'attrice e regista Sibilla Barbieri, accompagnata a morire in Svizzera il 31 ottobre del 2023. Lo ha comunicato l'Associazione Luca Coscioni. Chi era Sibilla Barbieri. Sibilla Barbieri, rimasta lucida fino all'ultimo, era malata di un cancro irreversibile, con sofferenze intollerabili. C'erano quindi tre dei quattro requisiti per ottenere il suicidio medicalmente assisito con l'aiuto dell'Asl, previsti dalla sentenza 2422019, quella seguita alla morte di Dj Fabo.🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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